il TLog di quelli che ci stanno sul cazzo.
Una sorpresa dopo l’altra, un nome inatteso dopo l’altro!
Eccoli: sono finalmente usciti gli inaspettatissimi finalisti del Macchianera Blog Awards 2006!!!
Protestiamo formalmente per l’assenza inconcepibile di alcuni nostri eroi tra le nominations, tra cui:
Miglior Blog D’Opinione: Sono Sballato!
Blog con la Migliore Grafica: Absinth
Miglior Blog Letterario: Andrea66
Miglior Photoblog: Silva
Miglior Blog Erotico: Trombami che ci faccio un post
Del resto dovevamo aspettarcelo, in questa lobby ove vi sfidiamo a pensare di solo esser nominati in un gruppone dove solo il tempo sarà giudice.
Immaginiamo Dania, fra quarant’anni, nella sua casa comperata con le donazioni di ricariche e il paypal, spiegare ai nipoti che era famosa, tra un migliaio di persone in mezzo a sessanta milioni di cittadini italiani, solo nel suo tentare senza successo di diventare un’icona sessuale.
Immaginiamo Paul The Wine Guy mettere nel suo curriculum vitae di aver lottato fino allo stremo contro Filippo Facci per essere Il Più Cattivo della Blogosfera. Del resto di Paul il massimo che potremmo dire è “Sei brutto, brutto brutto!”. È così tenero che persino unabloggeracaso gli farebbe un pompino senza chiedergli i 5 euro di ricarica sul telefonino.
Proviamo moto di tenerezza verso Diario Di Un Vizio che va a far saltare i tralicci della rai perché la storia dice che Davide a Golia fece un culo così. Che cari ragazzi. Molti veterinari usano il loro podcast come sonnifero prima dell’eutanasia ai rottweiler.
Dunque votiamo, flaggando a cazzo di cane, per dare punti random a chiunque: la statistica è dalla nostra parte, qualche sfigato tra i nominati di certo lo voteremo. Peccato solo non ci sia la categoria “Metti una virgola, salverai un gattino”. Avremmo vinto a man bassa. Ma non abbiamo rimpianti: è risaputo che al blogfest non si va per il ritirare premi ma per farsi fotografare tutti assieme, nella miglior posa “Ho tentato di scoparmi chiunque abbia una connessione adsl, ma mi è andata male, accidenti, sarà che iniziano a cascarmi le tette?”
Resta solo una certezza: Linus per ritirare il suo premio aspetterà il pagamento del gettone di presenza. Gli altri si porteranno il panino da casa da mangiare al barcamp alternativo dove si decreterà il vincitore della categoria “Sono Così Furbo Che Mi Faccio Paura Da Solo”.
omioddio! OMIODDIO HO UN CERVELLO!
qualcuno la stermini per cortesia

La canticchiante e danzante merda del mondo.

ehehehahah…
ahahahahahahahahah….
la trama.. la tra…la traMWMWAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!
sob.
Carissimi.
Mentre eravate tutti occupati a salivare sulle carogne dei vostri amici per finta, quegli stessi che ogni giorno nei commenti sviolinate come cagnolini in fregola, la fiera annuale della falsità per eccellenza proseguiva mietendo vittime.
In fondo si deve pur giustificare al consorte alla mamma al capufficio il passare 27 ore al giorno davanti al pc, di cui due usate per aprire il blocco testi, tre per capire se Dania voglia DAVVERO scopare con voi, le restanti a chiedere su friendfeed come si elimini la cronologia.
Così, pur di strappare una nomination al premio più fasullo dell’anno, i bloggers hanno giocato qualsiasi carta, dividendosi su tre fronti.
1 - duro per finta
Non chiedono. Non dicono. Non lo nominano neanche. Sui loro blog parlano di quanto sono depressi e della colica del pupo. Awardeche?
Poi però piazzano in mezzo al buco del culo degli Awards il post furbetto a categorie, strapparisate per eccellenza (il corrispondente di quello che nel cabaret è il nano che fa le capriole) o la battuta completamente del cazzo sull’argomento del giorno, geek-snob il tanto che basta da convincere il gregge beota che loro sono la nicchia, quando in realtà sono l’incarnazione dell’Anticristo e la loro giusta fine sarebbe stesi sull’altare di una chiesa con un crocifisso nel cuore.
Un consiglio: se state facendo spazio sulla mensola per l’orripilante premio, sappiate che sarà premura dei vostri famigliari infilarlo nella vostra bara. Consigliamo di scegliere l’ultima dimora molto ampia e spaziosa o il penoso premio vi verrà infilato su per il culo pur di seppellirlo con voi.
2 - candido
Che c’è di male a chiedere? Hanno millemila contatti al giorno e quattrocento lettori su Feedburner: facendo due conti, se anche solo un terzo di quei coglionazzi fa uno sforzo e vota per loro pulendosi il culo con il blog medio da cinquanta visite al giorno-che-vorrebbe-ma-non-può (e sai chi cazzo se ne frega), quella statuetta è praticamente già vinta.
Un po’ come se, in un’ipotetica gara al cinema, la pellicola non professionista si mettesse contro Massimo Boldi e il suo ultimo film scorreggione. Voi chi votereste: il film della strada mai sentito prima o i sempre simpatici peti di Boldi? E toglietevi quell’espressione dalla faccia, che la sappiamo tutti la risposta.
Mettetevelo in testa. Se Catepol vi ha linkato non è perché vi considera l’inventore della tastiera, o Dania perché sospetta voi abbiate doti nascoste. No, cazzoni. Vi linkano per il voto e ve lo dicono pure. E sappiate che a Riva Del Garda, dove consegneranno il vomitoso premio che non avranno vinto, l’una andrà in giro urlando QWERTY e l’altra avrà una foto in mano per un confronto all’americana. In tutti i due i casi se vi fate riconoscere siete fottuti.
3 - Franza o Spagna purché se magna
Noi i macchianera li abbiamo votati. E più volte; basta spegnere e riaccendere il router e per, oooooooooooh, MAGIA, il numero IP cambia.
Chi abbiamo votato?
Fran, ovviamente, perché fra tutti voi patetici avvoltoi, ha saputo comportarsi da Signora e riderci sopra, nonostante avessimo infierito. Certo parliamo sempre di una blogger e pertanto vergogna infamia e web 3.0 = aids, ma comunque massimo rispetto.
Bene, per oggi è tutto. State attenti a scegliere bene tra pillola rossa e pillola azzurra, o son cazzi da cagare da qui a domani.
Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
sì, c’era un post. e ora non c’è più. chissà che cosa c’era scritto, eh? eh? eh?
MORIRE.

In seguito all’ultimo post del suono del limone, qualcuno ha subito cominciato a rosic(chi)are con commentini del cazzo su quello che noi siamo, vogliamo, diciamo, e quello a cui aspiriamo.
Perchè così funzionano le cose secondo i laidi meccanismi del blogomondo:
La buona notizia è che Lemonsound non vuole arrivare proprio a un cazzo di niente. Non siamo nessuno, non vogliamo niente e meno di tutto i commentini gratuiti su intenzioni e modalità che esistono solo nella VOSTRA immaginazione.
La seconda buona notizia è che non c’è nessun nome misterioso da scoprire. Abbiamo aperto e abbiamo iniziato a scrivere su chi volevamo noi, come volevamo noi, per essere liberi di dire male di chi ci pare senza essere tacciati di niente da nessuno, e un giorno smetteremo esattamente come abbiamo cominciato: per i cazzi nostri.
Si vive insieme, si muore soli.
Fottetevi.

Lemonsound ringrazia i suoi seguaci e promette di DEPENNARLI al più presto.
Se vi siete sempre chiesti chi possa essere il maniaco che è arrivato sul vostro sito cercando CULO TETTE GROSSE + CLISTERE su Google, questa è la risposta.
Canemucca è un genio del marketing di se stesso. Sfruttando l’archetipo del pittore bohémien spiantato, romantico e un po’ sporco, Makkox rappresenta la sua evoluzione due punto zero: niente soffitte polverose e magri pasti consumati al bistrot: qui si va a colpi di motori Audi, jeans Armani, tavolette grafiche da tremila euro e sentore di aftershave D&G. Praticamente una calamita per il pelo.
Mettendo insieme l’ artista di nicchia, il geek, il tenerone, il gigolo per sbaglio e l’amico che ti capisce ma sempre pronto a farti ridere (Pazienza meets Andrea Beggi meets Orsetti del Cuore meets Richard Gere meets Harry ti presento Sally) , Makkox riesce là dove Eriadan ha sempre fallito: LA FIGA.
Un’occhiata ai commenti del suo sito per trovare senza esitazione il perché tutte le donne del web sappiano chi sia Canemucca: grazie ai fumetti intrisi di vagine sbrodolanti e nerchie marmoree -ma che fanno tanto ridere-, la Figa segue il pifferaio Makkox lungo il più classico degli iter che porta verso il bersaglio definitivo, cioè scopare:
commento con faccina che riconduce al blog (dove troveremo foto di culi ammiccanti accanto a poesie di Pablo Neruda)
commento con battuta che lascia intendere agli altri commentatori (=alle altre commentatrici) che CON LEI c’è un’amicizia speciale e forse qualcosa di più
scambio di mail
chat
sms
mms
scopata
Al lettore medio maschio di Canemucca resta solo una speranza: un fulmine divino che bruci la centralina adsl del nostro eroe dalla penna bagnata. per il ripetitore del cellulare basta sapere chi sia giangiacomo feltrinelli.
Titoli alternativi:
- makkox: buoni motivi per pretendere la castrazione chimica
- anorgasmica? un sito web per risolvere i tuoi problemi
- credeva fosse una penna invece era un pennino
- canemucca: tutto quello che non volevi sapere sul sesso

Grandioso title del link verso Friendfeed in un reblog di skiribilla che rilancia il tumblr di lemonsound.
Per la cronaca: il thread is trova rapidamente facendo una ricerca su FF :)
Reblogged from BolsoTumblr.
raccogli anche tu FIGHE DAL MONDO! in edicola la prima uscita a soli 2 euro, con il primo pelo publico e la bacheca da esposizione in sughero
Poiché noi amiamo tantissimo le litigate via web, non ci siamo fatti mancare l’incendiaria polemica che ha riscaldato questo Agosto così umido e appiccicaticcio (per l’appunto, visto l’argomento) rintracciabile nella nuova moda web 3.5, cioè friendfeed.
La blogger rizzacazzi.
La blogger rizzacazzi in realtà è la classica sfigata che acchiappa un casino poiché ti mischia citazioni colte e classicheggianti (tra i best-of-the-week: Virginia Woolf, Virginia Volf, Wirginia Uolf).
Una musichina che conoscono in quattro, tra cui i tre componenti del gruppo che la suona; un librino fuori catalogo che puoi trovare mezzo rotto a tre euro sulle bancarelle al mare in mezzo all’Agenda 1987 di Suor Germana e il manuale di fitoterapia; una poesia ricopiata terzina a terzina per poi scoprire che su wikiquote c’è bella e pronta e con gli accenti su perchè-poichè-caffé giusti.
Nel mezzo: una modella di therry richardson che pratica la fellatio; una suora che scopre le gioie del legno; l’infermierina con le calze bianche autoreggenti che pratica il clistere ai pazienti in trazione.
La blogger rizzacazzi di per sé è innocua, povera cara: alla fin fine son più i trojan che si becca scovando le foto che i rizzamenti provocati in rete.
Innocua fino al momento in cui la contattarete via e-mail. Seguiranno l’add-on nel messenger, gli sms, le telefonate, l’mms.
Se siete riusciti a sopravvivere fin qui, bravi.
Sappiate però che poi vi aspetterà l’inevitabile: “Quando ci vediamo?”
Cari bloggers, se una mette cazzi e fighe sul suo sito c’è un perché.
E quel perché è meglio non scoprirlo mai.
La gioventù di Lemonsound è stata segnata da letture generazionali, tra cui Padre Padrone. La generazione attuale invece ha i filmati di youtube trasmessi da Studio Aperto e il blog de La Profe.
Non si sa bene cosa sia peggio.
La grafica de LaProfe (una volta scritto attaccato, una staccato, un po’ a cazzi marini come il Ministero dell’Istruzione) ha subìto trasformazioni radicali nel corso del tempo: template base di splinder con evidenti difficoltà nell’uso dell’ “a href”, template personalizzato con evidenti difficoltà nell’uso dell’ “a href”, template completamente originale con evidenti difficoltà nell’uso dell’ “a href”. La genesi s’è evinta* dal logo presente nella sidebar sinistra: all’inizio solo l’avatar di profilo, poi l’immaginetta di Pucca*, infine un ritratto che a Giotto je fa ‘na pippa.
I contenuti in fondo non disturbano più di tanto: null’altro che Cronache di Narnia condite da Collina dei Conigli con una spruzzata di Don Milani radical chic scritti in etrusco moderno che Benigni in confronto sembra Raikkonen triste. I commenti sono ondivaghi: da numeri astronomici per un blog ospitato su splinder, tra i cento e i duecento, ai miseri dieci e quindici. Il range si spiega con i post stessi: se LaProfe racconta di essere on line a Radio Dee Jay i commentatori si scatenano, forse sperando di esser cliccati da un improbabile Linus che durante una notte insonne preferisce loro a youporn; se LaProfe racconta dell’ennesima cena alcoolica col vicino di casa, non se la fila nessuno eccetto lo zoccolo duro dei fans, metti mai che Linus clicca loro visto che youporn alla fin fine è sempre la solita minestra.
Quel che fa mal sperare sul destino della scuola italiana, in realtà, è che LaProfe ha scritto un libro. E poi ne ha scritto un altro. E certamente ne scriverà un ennesimo. LaProfe si veste come una coldsplay, porta gli anfibi, ha i capelli à là medusà, dice le parolacce*, litiga coi colleghi, non pulisce la casa, ha origini enologicamente nobili e va in bicicletta. Tutto ciò ruota intorno alla produzione letteraria de LaProfe. Ce lo racconta. Ce lo propina. Ce lo esemplifica.
La domanda sorge spontanea: perché.
*= siccome Lemonsound a scuola leggeva Volevo Sposare Simon LeBon non rompeteci il cazzo se abbiamo errato calligraficamente. Razza di pignoli bastardi.
?
No.
L’esistenza del blog si basa su due concetti mensili permeati di NIENTE: potrete passare al vaglio tutti i motori di ricerca da qui all’eternità, ma di Lea non troverete nulla, a parte Cippalippa, Brutto Stronzo, Idiota Muori, Sono Sfigata.
Cara Lea, ebbene sì, non volevamo dirtelo troppo sfacciatamente, ma sei riassumibile nel concetto di zero assoluto con i tuoi insignificanti post di mezza riga che riconducono al vuoto pneumatico.